Radici
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  • Immobile davanti ai portoni
    non li tocco e loro si fondono
    pioggia inversa salendo dai muri
    diluendo si al mio passaggio
    materia disintegrata
    mollemente posata sul giardino già sommerso
    dove mi perdo
    dove mi cerco
    alla cui terra franata mi unisco
    ritrovo gli impulsi
    viva
    gambe e piedi che hanno ali
    e lasciano desolata
    la terra che sfiorano
    il nero di un grande occhio
    proiettato nello spazio
    insieme ai suoi occhi che si scordarono di lei
    gli orecchi toccando terra
    ad ascoltare i brusii delle radici
    la radice del suo ventre che diventa enorme
    e la lascia lievissima
    navigando attraverso questo grande
    ventre di carne s’abbandona
    sente il pulsare dell’aria
    del vento
    della foglia che stringe fra le dita
    e sprofondando il viso
    nella terra tiepida
    ama.

    Márcia Theóphilo, São Paulo,1970

    poesia dedicata a Otavio Pereira