Olocausto degli alberi
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  • Jerimum il Sole che nasce
    gonfiando il vermiglio del cielo
    Floresta piena di colori
    rodendo le viscere della terra
    con le sue radici vive
    Kupahúba ha radici
    Non va incontro al vento
    è il vento che l’abbraccia
    portando l’odore del bacába, 
    frutto carnoso,
    del mangaba, polpa aromatica,
    di pitanga, di murici..
    Nel cielo rosso-arancio
    il silenzio oscura la luce
    Kupahúba vede un fiume espandersi
    sgorgando dalla casa del sole.
    Il vento porta una luce splendente
    e fumo nero e caldo incandescente
    e penetra tra gli alberi
    le foglie ardono muovendosi
    in mezzo al disordine della foresta
    tra caos e fumo
    Tutto è fuoco…gli alberi cadono…
    tutto è cenere:
    In questo ritmo frenetico anche il cielo cadrà.
    Lo sterminio non cessa:
    Kupahúba attende il fuoco ferma, 
    legata alle sue radici.
    Sente il fuoco scorrere nei suoi rami
    il suo corpo verde trema e sente dolore
    lei che lenisce il dolore sente
    il fuoco gemere nel suo tronco
    bruciare le sue radici 
    e la terra morta della foresta devastata,
    rovine…
    L’olocausto di una moltitudine di alberi.
    Il vento non porta musiche conosciute
    disturbi di verde e azzurro
    ritornate ritornate ritmi antichi