Madre d’acqua
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  • Acqua, pensavi di dormire 
    nel nido della terra 
    ma così non fu 
    torrida estate 
    sei spessa, solida, liquida 
    sei viva, ma non lasciarmi 
    non so vivere senza di te. 
    I sogni vanno alla deriva 
    su un’isola di colori 
    scavando l’anima e guardando la luna 
    amore che fruga nel fondo della valle 
    inondata dall’acqua 
    La pioggia ha sapore amaro 
    sassi, foglie e nuvole 
    nuvole carnose 
    pioggia, perché non sei più dolce come prima? 
    E l’anima dell’acqua diviene vento 
    ondeggia il vento tra le foglie 
    erano sparsi per il bosco 
    suo era il corpo di muschio 
    quando acqua e vento s’incontrano 
    nasce un fiore nel ventre della terra 
    mormora il vento fra le foglie 
    voci lontane evocando 
    assumono i colori della notte. 
    Foglie che si moltiplicano a altre foglie 
    io voglio il verde che generoso si rinnova 
    tutto ritorna all’essenza primordiale 
    le foglie crescono e cadono dagli alberi 
    triangoli e quadrati sparsi al suolo 
    acque fresche che offrono ristoro
    avvolte dal profumo dei fiori 
    e delle siepi selvatiche 
    ecco, fiume sconfitto, 
    io voglio cantare il tuo dolore. 
    Qualcosa di vago 
    fumo e sapori somiglianti 
    Sei ancora vivo, utero pulsante 
    non dimenticare il tuo passato di fiume 
    pieno di pesci, nella tua voce forte 
    di quell’azzurro, racconta: 
    ci sono nuvole nel mondo 
    che si sciolgono in veleni 
    nuvole nere sul mondo 
    come braci d’incendio 
    e nuvole di polvere. 
    Ma non sapeva, non sapeva 
    nutrirsi di vari odori 
    Quando il vento apre la sua bocca 
    le nuvole producono piogge 
    neve, o anche ghiaccio. 
    Reale e mutevole nel fiume 
    la musica del vento sulle acque.