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    Tamburi onde, suoni senza radici,
    ebbri giocano gli indios
    i legni più odorosi, più pregiati:
    cedri, jacarandà, pau-brasil,
    balsami ocra, rossastri
    grandioso vigore degli antichi tronchi
    èbano, claraybas, magarandùba
    il più sacro di tutti, l’albero-femmina
    delle foreste del Brasile,
    rimedio alle ferite.
    Possiede, quest’albero, il colore rosso vivo
    nel legno sostanza molto dura
    foglie di forma ovale; il frutto
    è un pane al colmo della luna
    che offre un balsamo,
    il suo olio scorre nello stesso albero.
    Kupa’ùva, Kupahùba, Copaiba
    si riaccende in profumi tra i suoi rami.
    Albero dello Spirito Santo.

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    Sangue di drago, olio di Kupahúba
    cuore che batte nei tamburi Kupahúba
    il verso nasce contro il vento
    la notte si risveglia nella bruma
    qua e là compatti sfavillii,
    emerge un coro alato tra foglie di rugiada,
    Copaiba silvestre, Kupauba, Kupahúba
    grandi viali alberati, profumati
    solo l’albero femmina Kupahúba, densa
    innalza al cielo i suoi lunghi rami
    contempla altri dèi; allevia le ferite.
    Kupahúba, divinità femminile
    sgorga lascivo il suo pregiato olio
    ascoltate il lamento, dal suo nucleo
    prezioso scorre il liquore,
    luminosa stella.

     

    Gli animali feriti sfregano il loro corpo
    su Kupahúba che n’allevia
    il dolore: balsamo color sangue.
    Sangue di drago,
    tra i preziosi legni della foresta:
    pau-brasil, Ibirapitanga, pau-rei, jacarandà,
    antichi tronchi robusti, vermigli
    balsami jacuybas, capucaias
    salsafrazes, tamarindi, cannella
    incenso, olio odoroso di Kupahúba
    solo nelle immense foreste si trova.
    Foglie vive, andirivieni d’insetti
    farfalle, scimmie curiose tra i rami.
    Vibrano tamburi.
    Albero, cuore che batte,
    scorrono i suoni ondeggianti.

    Márcia Theóphilo, 1999