CLXVI-CLXXVI
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  • CLXVI

    Nanà, prostituta bambina,
    Nanà era immobile
    e immobile il suo corpo
    nell’accogliere un bacio
    che non la feriva
    un bacio profumato
    come il frutto del mango
    ben maturo

    CLXVII

    non poteva credere
    che la sua bocca si aprisse
    da sé
    per ricevere quel bacio
    la sua bocca che restava chiusa
    se non quando forzata
    daí denti di persone sconosciute

    CLXVIII

    nulla di strano
    era seduta su un cartone
    sul ciglio della strada
    e distratta guardava
    sempre più grandi i suoi occhi
    andavano crescendo come pozzanghere
    quando piove forte

    CLXIX

    nulla di strano
    si diceva
    si ripeteva
    mentre la testa faceva su e giù
    come se volesse dire sì

    CLXX

    Nanà non poteva crederlo
    ma sentì
    il suo corpo danzare
    il suo corpo che era pietra
    e si muoveva solo se obbligato
    dalla violenza di fianchi e ginocchia
    e mani sconosciute

    CLXXI

    e ora, in questa grande festa
    sono tante mani a toccare
    le sue mani
    e tutte le mani che la toccano
    come le sue sono piccole
    né più grandi né più forti
    sono mani di bambino

    CLXXII

    lanciano i loro richiami gli animali
    si chiamano i bambini
    gridano battendo le mani
    si rispondono
    ridono

    CLXXIII

    le piante crescono
    le radici si allungano
    spaccando asfalto, cemento, acciaio
    intrecciano i loro rami alla pietra
    al metallo…

    CLXXIV

    frutti maturano sui rami
    non serve lavorare per mangiare
    non serve rubare per mangiare:
    basta salire su un albero

    CLXXV

    davanti a loro cammina
    la dea Giaguaro

    CLXXVI

    cominciano a danzare in girotondo
    i bambini, danza in loro la pelle di animali
    kaiku-si ma gelê tape-wai
    lo dicevo che questo era un giaguaro
    che esce dal cerchio
    kaiku-si ma gelê tapé-wai
    lo dicevo che questo era un giaguaro

    Márcia Theóphilo – 1994