Catuetê Curupira
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  • Catuetê Curupira
    ieri per la prima volta apparvero
    le prime rughe sul volto della terra
    stravolta nelle viscere
    le navi le acque
    si moltiplicano senza fine
    Catuetê Curupira
    le foreste ti chiamano
    a punire quelli che atterrano
    e abbattono gli animali e spaventano gli alberi
    facendoli credere soli

    in mezzo al bosco
    gli alberi affamati
    gli alberi allucinati
    in mezzo al bosco
    in mezzo al cemento gli alberi t’implorano
    tamacueré yndayara Catuetê Curupira

    molti alberi trovati affamati
    moribondi
    raccontando storie cupe e fantastiche
    di città distrutte sono gli unici testimoni
    vivi o semi-vivi di quello che rimane dell’uomo
    tim tim he taya boya
    le ombre in curve rigide
    i rami secchi all’estremità
    si tendono a cogliere gli uomini più teneri
    divorandoli

    l’uomo impaurito continua
    cavalcando motociclette
    che emettono un forte grugnito
    prima della partenza
    e fanno fuggire gli animali
    uccidendo il verde
    Il verde continua a crescere sotto la polvere
    sugli alberi coperti di chiodi e di calce
    il verde rinasce in primavera
    insistendo nel suo ultimo grido.
    Viso senza colore e senza sangue
    i fiumi marciscono
    i vecchi assistono spaventati
    ai comodi e alle voglie dei giovani
    il mondo mostra le sue ferite attraverso un apparecchio
    che ripete immagini di distruzione.

    Catuetê Curupira le foreste ti chiamano.

    Márcia Theóphilo – 1975